I miei figli giocano a calcio…

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Questa mattina nano grande ha iniziato la preparazione per la nuova stagione calcistica.
Ieri sera mi ha chiesto di poter dormire con me perché era, cito testualmente, molto eccitato ed emozionato.
Ha rinunciato ad una settimana di mare con i miei genitori proprio per questo motivo dicendo, sempre citando testualmente, ho preso un impegno con la mia squadra e il mio allenatore e lo voglio portare avanti.
Aveva un anno e mezzo e giocava a calciare il pallone, ore intere.
In qualsiasi negozio andassimo voleva solo una cosa, palloni. Di cuoio, di plastica, morbidi per giocare in casa, grandi, piccoli, delle varie squadre di calcio. Gli si poteva regalare varie cose ma gli occhi brillavano davvero solo davanti ad un pallone.
Ha passato la sua stessa passione a nano piccolo, che ovviamente inizierà a giocare a calcio lunedì.
In casa creano il campo da calcio con gli sgabelli e giocano (litigando spessissimo eh) a calcio, si allenano, mettono i guanti da portiere a turno e via a tirare la palla.
Quando aspettavo nano piccolo, nano grande aveva 3 anni e andavamo al parchetto a giocare e quando riusciva a raggiungerci mio marito giocavano a calcio e nella mia pancia si disputava un’altra partita tanti erano i calci che ricevevo!
Siamo andati a Barcellona e abbiamo obbligatoriamente visitato il Camp Nou. Con sospiri, occhi luccicosi e speranza di incrociare Messi, così per pura fortuna!
E non c’è nessuno nella nostra famiglia che giocava a questo sport. Mio marito è tifoso ma non a livelli estremi, se può vedere la partita bene, altrimenti amen.
Mio padre, amante di tutti gli sport, ma soprattutto del tennis, essendo tra l’altro mia sorella istruttrice di tennis, quando nano grande aveva un anno gli ha regalato una racchetta, ha giochicchiato qualche volta ma nulla di che. Abbiamo provato ad iscriverlo a rugby, la risposta è stata: “Mamma è bellissimo ma io voglio fare calcio”, da quando è piccolo l’abbiamo sempre portato in piscina, è bravo ma una volta imparato a nuotare lui è stato felice così.
Il calcio invece, ce l’ha dentro, c’è poco da fare.
E ha iniettato questo amore e questa passione anche a suo fratello, con il quale ho più volte provato a dirgli che può fare tutto quello che vuole, non deve per forza giocare a pallone solo perché lo fa suo fratello grande, gli ho proposto tra le altre discipline anche hip hop perché gli piace tantissimo ballare, lui mi ha guardata e mi ha detto: “Mamma, io voglio fare calcio, lo capisci?”.
Invasati? Sicuramente si. Ma a dispetto di quello che molte persone pensano, che il calcio è uno sport da sfigati, pecoroni, che avrei dovuto fargli fare qualcosa d’altro, che siccome giocano a calcio saranno ignoranti (vi giuro che ho sentito anche questa…lo so, lo so, non devo sprecare neppure due minuti su questo argomento…) sapete cosa credo intimamente io? Che sia bellissimo.
Io vedo passione allo stato puro, la gioia nei loro occhi quando varcano la soglia del cancello del campo di calcio, la complicità tra loro due e i loro amici quando parlano delle partite, quando giocano all’oratorio o ovunque sia possibile giocare a pallone, la felicità dopo aver vinto una partita o la delusione dopo averne persa un’altra, si allenano con pioggia, neve, caldo a 35°.
E lo spogliatoio? Si crea un legame fortissimo tra questi piccoli giocatori che va al di là di qualsiasi cosa. E’ emozionante vedere quanto credono in quello che fanno e quanto si vogliono bene tra di loro.
E cosa c’è di più bello che avere una passione così pulita, limpida e pura?
Vedo allenatori che amano incondizionatamente tutti questi marmocchi, sono uomini che dopo il lavoro raggiungono le varie scuole calcio per insegnare quello che sanno e ci mettono una passione incredibile e vogliono bene a tutti, da quelli un po’ più bravini a quelli un po’ più scarsini.
Vedo genitori seguire i propri figli e tutti i componenti della squadra con stima e affetto per tutti. Su questo punto ammetto di essere fortunata, so di genitori che urlano e si “arrabbiano” per un goal subito o sbagliato. Noi siamo un bel gruppo, di quelli che incitano tutti e dico tutti i bambini, quando uno “dei nostri” sbaglia un goal gli si dice che non fa niente e di riprovarci, la stessa cosa quando ne prendono uno. E anche tra noi genitori, nonni e parenti, si è creata una bellissima complicità.
Vedo mio padre che dopo il lavoro, va a vedere gli allenamenti, dà consigli, consola, incita e non si perde una partita, con un’espressione sempre di gioia negli occhi.
I miei figli non diventeranno mai dei campioni, su questo siamo tutti d’accordo, ma vedere la loro felicità nel giocare è una cosa pazzesca. E sono orgogliosa del loro impegno, davvero orgogliosa.
Quindi in bocca al lupo ai miei teppisti e a tutti gli altri bambini per questo anno nuovo di calcio, passione, sacrificio e amore.

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