Le fate nella vita reale.

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Avete presente il film Disney “La bella addormentata nel bosco”?
Ecco, alla nascita della principessa arrivano tre dolci fate che le regalano: la bellezza, la grazia e una voce da usignolo (che in effetti è un dono un po’ del cavolo se ci pensate bene, ma, certo, meglio una bella voce che una voce urlatrice da pazza come la mia, giusto)?
Poi ok, succede quel che succede, arriva la strega che non era stata invitata, si arrabbia, fa l’incantesimo e l’ultima fata cerca di metterci una pezza. E poi lei si addormenta, il principe la bacia e vissero tutti felici e contenti.
Comunque, mentre l’altro giorno pensavo alla cosa dei doni, mi sono immaginata se alla mia di nascita fossero arrivate le dolci fate, ecco penso che i doni sarebbero stati più o meno questi:
La capacità di fare gaffe in qualsiasi momento e con qualsiasi persona. No ma davvero, sono una gaffeuse fatta e finita, ho amici che si divertono a scommettere quale potrebbe essere la prossima in base alla situazione in cui ci troviamo.
La fame cronica. Io ho veramente sempre fame, in special modo di cioccolato e di patatine fritte.
Gli sbalzi d’umore. Un attimo prima sono in pace con il mondo e quello dopo il mondo deve chiamare l’esorcista. Un attimo prima ti amo, sei tutto per me, un attimo dopo, ti odio, vaffanculo, non farti più vedere.
La sindrome dell’abbandono incorporata. Che non è la paura della solitudine, a volte mi piacerebbe moltissimo starmene un po’ per i fatti miei, un bel bagno caldo, leggere, mangiare schifezze senza sentirmi in colpa di dare il cattivo esempio ai nani, cavoli, che voglia che avrei di starmene un po’ da sola…scusate, sto divagando. Intendo che quando voglio bene ad una persona, ho sempre paura che se ne possa andare, che smetta all’improvviso di volermi bene ed è per questo che chiedo continue conferme, che voglio stare il più possibile con tutti, se fosse per me la mia casa sarebbe invasa da amici, e da tutte le persone a cui voglio bene…un casino insomma!
L’ansia e le paranoie, perenni e per qualsiasi cosa.
La goffaggine, voi non potete capire il grado di goffaggine a cui riesco ad arrivare. Vorrei farvi degli esempi per capire…ma davvero, rischierei di essere presa in giro per tutta la vita.
E per finire la capacità di parlare sempre tantissimo, spesso a vanvera, di raccontare tutto di me, di intontire il mio povero interlocutore, di dover dire sempre la mia, anche quando non è affatto richiesto, e soprattutto l’incapacità di lasciare trapelare in ogni occasione quello che penso. Se per caso per una volta riesco a stare zitta (capita davvero raramente eh) ecco, quello che non dico io, lo dice la mia faccia. Che disagio.
Beh, grazie fate, siete state mitiche ma la prossima volta magari un po’ meno mojiti prima di venirmi a trovare in fasce.

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