Ciao Dolores.

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Era il 1995 e Zombie risuonava ovunque, io avevo 15 anni e ogni volta che la ascoltavo non potevo fare a meno di cantarla a squarciagola e pensare a quanto fosse speciale la tua voce, graffiante e dolcissima allo stesso tempo, Dio quanto mi sarebbe piaciuto avere la tua voce.
Di tutte le tue canzoni la cosa che mi arrivava dritta al cuore era la tua voce, esprimevi dolore, rabbia, non fingevi di essere qualcuno d’altro, eri tu e volevi che questo tuo modo di essere arrivasse a tutti i tuoi fans.
Una delle poche donne a cui i capelli stavano bene in qualunque modo, lunghi, cortissimi, ricci, lisci, biondi, neri o rossi.
Eri così bella, di quelle bellezze che piacciono a me, autentiche e tormentate, che chi ostenta troppa perfezione non mi convince mica tanto…tu sapevi cosa voleva dire la sofferenza, con l’anoressia, il divorzio, il tentato suicidio…e oggi così.
Ciao Dolores, grazie per le emozioni che mi hai regalato in questi anni, resteranno indelebili sulla mia pelle, come quando ho visto per la prima volta la camera di quello che sarebbe diventato mio marito con il tuo poster attaccato alla parete, o con le tue canzoni, cantate ripetutamente e a squarciagola con il mio amico di una vita Beppe, che oggi sarà tristissimo e che come me si sentirà come se gli avessero rubato un pezzo di adolescenza…
Fai buon viaggio e continua a cantare.

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