Ma davvero hanno parlato di “razza”?

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Dopo il polverone sollevato in settimana proprio su questa parola che scrivo con immensa fatica, ho pensato di scrivere queste righe, ma più di tutto di fare questa foto.
Davvero c’è qualcuno che guardando questa foto pensa alle “razze”? No ma davvero? Se riuscite, osservate attentamente e ditemi quello che vedete.
Perché sapete cosa vedo io? Io vedo due bambini che si vogliono bene. Un bene che va al di là del colore della pelle, e siccome sono la mamma di uno dei due soggetti immortalati vi svelo anche che dietro a questa foto ci sono effettivamente due bambini che si vogliono molto bene, che sono migliori amici, che si sono conosciuti quando avevano 8 mesi all’inserimento all’asilo nido, che sono sempre andati d’accordo e che nessuno dei due ha mai pensato che uno possa essere “inferiore” all’altro per nessun motivo ma soprattutto per il colore della pelle.
E sinceramente ringrazio la mamma della migliore amica di mio figlio, per essere venuta qui tanti anni fa, aver affrontato un milione (ma forse sono anche di più) di problemi, ma soprattutto la ringrazio per aver dato vita a questa meraviglia di bambina, con la sua dolcezza, la sua intelligenza, la sua simpatia e la sua timidezza e che è entrata nella vita di mio figlio e di conseguenza anche nella mia e ci ha arricchiti.
Grazie di cuore da me e nano grande.
Ps quando ho parlato a nano grande di quello che sarei andata a scrivere, visto che lo riguardava da molto vicino, mi ha chiesto: “Ma cosa è la razza bianca?” grazie anche a te allora amore mio, che non sai cosa è la “razza bianca” e che non ti rendi conto che al mondo ci sono persone che dicono queste cose orrende.
E credo che questo mondo, con tante brutture, con persone che dovrebbero governarci giustamente mentre invece parlano di “razza”, ecco sarebbe davvero un posto stupendo se riuscissimo a conservare lo spirito che avevamo da bambini. Senza distinzioni di colore della pelle, di sesso o di ceto. C’è davvero da riflettere…

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